Archivi del mese: giugno 2011

platone (le leggi)

“Chi può rimanere indifferente se chiamato a provare l’esistenza degli dei? Chi può fare a meno di odiare e aborrire gli uomini che sono stati la causa di questa nostra attuale discussione? Io parlo di quelli che non vogliono credere alle parole che hanno udito da bambini e da lattanti dalle loro madri e nutrici, da loro ripetute per gioco o sul serio, come incantesimi; quelli che hanno anche udito e visto i loro genitori offrire sacrifici e preghiere – scene e suoni divertenti per i bambini: sacrificare, dico, nel modo più sincero per loro e per se stessi, e rivcolgersi con vive implorazioni agli dei e supplicarli come se fossero fermamente convinti della loro esistenza; parlo di quelli che egualemnte vedono e sentono le genuflessioni e le preghiere fatti al sorgere e al tramontare del sole e della luna, in tutti i vari mutamenti della buona e della cattiva sorte, dai greci e dai barbari, non come se pensassero che non esistono divinità, ma come se non potesse esservi dubbio sulla loro esistenza né sopetto sulla loro inesistenza….
Quando questi uomini che conoscono tutte queste cose le disprezzano senza valide ragioni come se fossero state approvate da tutti coloro che hanno solo una minima parte di intelligenza, e quando ci obbligano a dire ciò che stiamo dicendo, come può uno ribattere a persone simili con termini cortesi dal momento che deve cominciare a provare loro la reale esistenza degli dei?”

Platone “Le Leggi” X 387-888

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pitagorici anonimi2

“…dal sole si diffonde il raggio attraverso l’etere freddo e il denso – essi chiamano etere freddo l’aria, etere denso il mare e l’umidità – ; questo raggio, poi, penetra anche nelle profondità, e in tal modo dà vita a tutte le cose. Vive tutto ciò che partecipa del caldo, e perciò anche le piante sono esseri viventi, ma di certo tutte le cose viventi hanno l’anima. L’anima è un frammneto di etere, tanto caldo che freddo  e,  per il fatto che partecipa dell’etere freddo, l’anima differisce dalla vita.  L’anima è immortale, in quanto è immortale anche ciò da cui si è distaccata. Gli animali si generano l’uno dall’altro mediante  il seme; la generazione dalla terra non può aver luogo. Il seme è una goccia di cervello contenente in sé vapore caldo: quando questa goccia penetra nella matrice, vi immette, da parte del cervello, siero, umore e sangue, donde si formano le carni,  i nervi, le ossa, i peli, e cioè tutto il corpo; da parte del vapore, l’anima e il senso. Si forma l’embrione in quaranta giorni;  poi in sette, nove, o dieci mesi al massimo, secondo i rapporti dell’armonia, l’infante si completa e viene alla luce”.

Diels-Kranz “Pitagorici anonimi”


pitagorici anonimi

“…in parti uguali sono nel cosmo  luce e tenebre, caldo e freddo, secco e umido, quando di questi prevade il caldo è estate, quando il freddo, è inverno; quando caldo e freddo, secco e umido sono presenti in eguale misura, si hanno le stagioni più belle; ma la germogliante primavera è salubre, il declinante autunno malsano. Così anche del giorno: l’aurora è fioritura, la sera è la sfioritura, e perciò è anche più apportatrice di malanni. L’aria che circonda la terra è ferma e insalubre, e tutte le cose in essa sono mortali; ma nella parte più alta è sempre in moto ed è pura e salubre, e tutte le cose in essa sono immortali, e perciò divine.  Il sole, la luna e gli astri sono dèi, poichè in essi predomina il caldo, che è causa di vita. La luna è illuminata dal sole. L’uomo è congenere con gli dèi, per il fatto che partecipa del caldo; e anche per questo dio provvede a noi. Il destino determina il corso delle cose nel loro insieme e nelle singole parti”.

Diels-Kranz  “I Presocratici”

 

 


capomastro

13 giugno 2011 a 10:08 #

 

……e cosí si rimase solo in Roma, ché Donato a Fiorenza se ne tornò, e con maggiore studio e fatica di prima, dietro alle rovine di quelle fabriche, di continuo si esercita|va. Né restò ch’e’ non fusse disegnata da lui ogni sorte di fabbrica, tempii tondi e quadri, a otto facce, basiliche, acquidotti, bagni, archi, colisei, anfiteatri et ogni tempio di mattoni, da’ quali cavò le cignature et incatenature, e cosí il girarli nelle volte, tolse tutte le collegazioni e di pietre e di impernature e di morse; et investigando a tutte le pietre grosse una buca nel mezzo per ciascuna in sotto squadra, trovò esser quello ferro, che è da noi chiamato la ulivella, con che si tira su le pietre, et egli lo rinovò e messelo in uso di poi.”
Vasari -”Brunelleschi”


melisso di samo

“…nulla è vuoto di essere; infatti il vuoto non è nulla: pertanto, ciò che è nulla non può essere. Allora l’essere neppure si muove: infatti non può spostarsi in nessun luogo non essendoci il vuoto. Ma neppure è possibile che l’essere si restringa in se medesimo; infatti se questo fosse possibile, l’essere sarebbe più raro e più denso di se medesimo, il che è impossibile. Infatti, è impossibile che il raro sia pieno nello stesso modo che il denso, ma il raro è senz’altro più vuoto che il denso: ma il vuoto non esiste. Se l’essere sia pieno o non lo sia bisogna stabilirlo in base alla capacità di accogliere oppure non accogliere qualcos’altro: se non lo può accogliere è pieno, se lo può accogliere, invece, non è pieno. Se dunque non esiste il vuoto è necessario che l’essere sia pieno. E, se è così, non si muove. non perché non è possibile che si muova attraverso il pieno, così come affermiamo a proposito dei corpi, ma perché l’essere, nella sua totalità, non può muoversi né verso l’essere  (infatti non esiste qualcosa oltre l’essere), né verso il non-essere, perchè il non-essere non esiste.

 

Melisso (Diels Kranz, frammento 7)