Archivi del mese: dicembre 2011

abhominibus

Quando, lui, dice, alla fine, sostiene, finalmente trasferito nella casa della morte, per ragioni, dice, scrive, suppone (si immagina) da venire elucidate nel seguito no soltanto, in ipotesi, per coloro, esistessero, pretendessero sapere queste ragioni, ma anche lui stesso, medesimo, se lui stesso scrive dice consapevole i motivi della sua collocazione nella stanza della morte, non lo fosse cosnsapevole in maniera totale, assoluta.

Da una parte le ragioni gli risultano visibili, da quell’altra più oscure, da una parte questo fatto della sua allontanazione per ragioni teoriche di rifiuto teorico critico in maniera totale dal prensiero no soltanto del mondo ma anche, dice, dal pensiero possibile in quanto il suo(presunto) esistere interno, precipuo, nello spazio pre-essente, mentale che da lui rifiutato, dice, questo essere primo ipotetico, lo respinge, lo aborre, lui dice, sempre stato (lui dice) più lontano che fosse dall’uso comune mentale intrinseco di questo essere interno, sempre(lui) cercato di uscirne, se lo fosse possibile, ammissibile, eccetra…

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ossigeno

“…ammesso ci sia qui l’aria …ma comunque…in ogni caso …ad ogni buon conto…paragonato a condizioni normali…a condizioni ambientali normali…allo stato medio…di base…respirazione possibile…fino a un certo livello…respirando magari piano, in maniera corretta, senza strafare…lo ha anche detto il dottor Lupi…respirate con cautela…senza furia di strafare…ci si ha furia di strafare, e si assorbe meno ossigeno…si assorbe, ha detto, più ossigeno, respirando con cautela, in maniera naturale (se lo fosse possibile)…se si stesse un po’ più attenti, quando è il tempo di inalare, se ne avrebbe più vantaggi, per lo stato generale…”


anime

“…sconosciuta, in effetti, quale sia la natura dell’anima: se essa è nata con il corpo o se vi scivola al momento della sua nascita, se svanisca allo stesso momento che noi, portata via dalla morte; se essa vada vagando la tenebra, e i suoi spazi infiniti, o se si introduca in altri esseri, per volontà divina”

“Se l’anima si insinua nei corpi alla nascita, perché non abbiamo
nessun ricordo della nostra vita passata? Perché nessuna traccia delle nostre passate azioni?”


paranoia2

Di fronte al tribunale(sic!)della logica riesce difficile, se non impossibile, tracciare una netta demarcazione tra la convinzione personale quale si dà nell’ambito della individualità sana e un’idea delirante. La maggior parte degli esseri umani credono a realtà e le sostengono nella discussione senza che si possa persuaderli dell’opposto, quantunque questi errori possano apparire a uno specialista di una scienza particolare poco diversi da un delirio, e lo stesso, di nuovo, è applicabile nei confronti dello stesso (cosiddetto)specialista di ogni scienza particolare, eccetra…


dove?

“Dovete notare che, appena bevo il primo bicchiere, io mi ubriaco, dopo di che mi viene nell’anima un gran senso di benessere e, nello stesso tempo, una tristezza tale da non poterla nemmeno descrivere; mi tornano alla mente, chissà perché, gli anni giovanili e mi viene, chissà perché, una gran voglia di fuggire[…]Fuggire, lasciare ogni cosa e fuggire senza nemmeno voltarsi…Dove? Non importa dove…pur di fuggire da questa vita grossolana, vile, insignificante, che mi ha ridotto come un vecchio miserabile imbecille, come un vecchio miserabile idiota, pur di fuggire lontano da quella sciocca, meschina, malvagia, malvagia strega di mia moglie, che mi ha torturato per trentatré anni, scappar lontano dalla casa, dalla musica, dalla cucina, dai quattrini di mia moglie, da tutte queste cose misere e vili…e fermarsi in un luogo qualunque, lontano, lontano, in mezzo alla campagna e restar lì piantato come un albero, un palo, come un fantoccio impagliato, sotto l’ampio cielo e guardare per tutta la notte come sopra di te pende quieta, chiara la luna, e dimenticare, dimenticare…”


fratelli d’italia

“Oggetto: immobile di via Buia, 12, Scandicci, (FI)
In seguito a vostra raccomandata del 28/09/2011 con la quale si richiede l’applicazione dell’art.3, comma VII, D.Lgs.n.23/2011,
si comunica che secondo quanto previsto dalla circolare n.26/2011 in mancanza di atto scritto la parte può presentare la denuncia in doppio originale prevista dall’art. 12 DPR 13/86,
unitamente al mod.69 debitamente compilato.A norma del citato art.12 la denuncia sottoscritta da almeno una delle parti deve contenere le generalità e il domicilio di queste, il luogo e la data della stipulazione del contratto e la durata pattuita. Peraltro, considerato i rilevanti effetti prodotti dalla registrazione tardiva , sia sotto il profilo fiscale sia sotto quello dei rapporti civilistici, il denunciante dovrà richiedere espressamente l’applicazione della nuova disciplina. A tal fine, oltre al contratto scritto, ove presente, o alla denuncia di contratto verbale, dovrà produrre una richiesta conforme al modello allegato.Per evadere la richiesta di registrazione, oltre alla documentazione di cui sopra, il contribuente deve produrre il versamento dell’imposta per tutto il periodo antecedente alla registrazione, con la relativa sanzione, nonché il versamento dell’imposta commisurata al nuovo canone determinato ex lege, con possibilità di pagare per l’intero periodo contrattuale anno per anno. Qualora il proprietario abbia già provveduto alla regolarizzazione del contratto, come nel caso in oggetto, senza tuttavia richiedere l’applicazione della nuova disciplina, il conduttore potrà procedere comunque alla registrazione allegando la documentazione richiesta e versando l’imposta calcolata sul canone ridotto ex lege…”


riscontri

“…e dunque, o presteremo fede a tutti gli uomini, o ad alcuni soltanto. Se a tutti, tenteremo l’impossibile e accetteremo affermazioni contraddittorie. Se ad alcuni soltanto, ci si dica a quali si deve assentire. Il Platonico ci dirà che si deve assentire a Platone, l’Epicureo a Epicuro, e gli altri analogamente; e così, discordando, senza che vi sia la possibilità di decidere fra loro, di nuovo ci condurranno alla sospensione del giudizio. Che se qualcuno affermerà doversi assentire alla maggiornaza, dirà una puerilità: perchè,non essendo nessuno in grado di accostare tutti gli uomini, e di fare il calcolo di ciò che piace ai più, può darsi che ciò che, da noi, si riscontra di rado, si riscontri, invece, nei più, tra popolazioni a noi sconosciute, e che ciò che, da noi, si riscontra nei più, si riscontri, colà, di rado; cosicché, per esempio, i più di coloro che sono morsi dalle tarantole non soffrano, e di rado solo alcuno soffra. Analogamente dicasi per tutto il resto che abbiamo detto a proposito delle particolari inclinazioni. Pertanto è necessario, anche in forza delle differenze che sono fra gli uomini, arrivare alla sospensione del giudizio.”