Archivi del mese: aprile 2012

teatro

…popolato in ogni dove da ombre, che veniva nei paesi, dai boschi, c’era, dice, questi spiriti ombre-scure, di persone, divenute cadaveri, ora spiriti vaganti, paurosi…
: una pausa, silenzio, si rigirano nei letti, tosse, raschiamenti…
:…tutto a un tratto il Gambassini si alza in piedi sul letto, si gurda in giro, si rimette a posto il pigiama tra le gambe, si gratta sul culo, si gurda intorno….
:(comincia a parlare)…come se queste visioni, cosiddette visioni, della mattina presto, nella gabbia solitaria, dove stava segregato, insieme a altri cani, che lui aveva conosciuto, da tanto tempo, e che vivevano con lui, e altri esseri animali,
non potessero venire, che entro queste condizioni, solitudine assoluta, nelle terre di nessuno, molto presto la mattina, patimento, rammarico, disperazione, e tormenti del genere, quando, allora, sognava, che nuotava nel fiume degli omini verdi, nella luce risplendente del giorno, dentro l’acqua melmosa, uomo verde, trasformato, mezzo corpo di rana, nelle tane viscide, delle serpi….
…..si gira intorno, guarda…
:….e sentiva il godimento di sparire, nel rumore del vento (sempre i vento notate? l’avete notato?) tra i canneti si perdevano lungo le rive, lontano, nella vampa dell’aria calda, corpo freddo, d’anfibio, nell’abbraccio luminoso dell’acqua, nella casa dei rospi, finalmente, dopo tanto patimento, dopo notti terribili, e giorni, tutto il tempo, trascorso, rinchiuso, nella casa dei morti…
:….applaudono tutti, bravo Gambassini!!! bravoooo!!!bravoooo!!!
…..il Gambassini, fa l’inchino sul letto, levandosi il cappello, da ciclista e inchinandosi verso il pubblico….
: …noi, la famiglia de noi, che c’era questa grande famiglia una volta, ora tutti già morti, o morti o come, se po’ dire, spariti, prima uno, poi un altro, succedeva che spariveno nel profondo dei boschi, me ricordo, la mattina che esciveno, se va a fare della legna diceveno, se va giù dentro nell’orto, se va qua, se va là, e la sera non tornaveno, la notte passava, che s’era accesso un focone nella cappa del camino, che c’era una volta questa cappa del camino grandissima dove stare seduti, tante notti se passava seduti vicino al foco, nella luce strana del foco nella buia cucina, e a un tratto, una sera, se sentì che batteveno alla porta, sarà il vento, se diceva, sarà un cane, un cignale, e batteveno ancora più forte…

Annunci

mai-più

Alcuni speleologi, è così che si chiamano quelle persone che hanno dedicato la loro vita all’esplorazione di grotte e che suscitano sempre il più vivo interesse nei lettori di riviste illustrate, hanno recentemente iniziato l’esplorazione di una grotta situata nella zona di Campo Ragana,in Lunigiana. Questa grotta non era stata mai ancora esplorata, così era scritto sui giornali. Alla fine d’Agosto, in condizioni di tempo ideali, ha scritto “la Gazzetta di Luni”, gli speleologi sono penetrati nella grotta con la ferma intenzione di portare a termine l’esplorazione verso la metà di settembre. Ma, siccome gli speleologi non erano ancora usciti fuori alla fine di Settembre, una unità di soccorso, con la denominazione di Sezione Speciale di Salvataggio Speleologico, è discesa nella grotta per portare soccorso agli speleologi che non erano tornati dalla fine d’Agosto. Ma anche questa Sezione Speciale di Salvataggio Speleologico non era ancora rientrata alla fine di Ottobre. Le autorità del Compartimento Territoriale della Lunigiana hanno allora deciso di inviare nella grotta una seconda Sezione Speciale di Salvataggio Speleologico. Questa seconda Sezione di Salvataggio etc. era formata dagli uomini più forti e più coraggiosi e più esperti di tutta la provincia e era equipaggiata con le più moderne, cosiddette, attrezzature per il Salvataggio Speleologico, così era scritto. Ma, come la prima Sezione, anche questa seconda Sezione, era scesa alla data prevista nella grotta, ma, ai primi di Dicembre, non era ancora tornata. A questo punto la Direzione Amministrativa Provinciale, responsabile delle esplorazioni speleologiche, aveva incaricato una ditta di Carrara di murare l’accesso alla grotta di Campo Ragana, tra Galciano e Bagnone, il che è stato fatto prima dell’inizio dell’anno.


ex-ferrovie

…i lavori eventuali, sottoscritto, i contratti, a suo carico, dell’inquilino, anche il tetto, dice, scritto, specifico, inserito, questa clausola illegale, (ammettendo ve ne fosse, dentro i termini di legge, e che fosse questa legge non solo una legge, per dire, giusta, ma almeno nei termini umani, di rapporto umano normale tra le persone, ammettendo esistesse questo rapporto, e queste persone, che lo fossero non solo adeguate a questo, ma non solo a questo, rapporto, ma a qualsiasi, ne esistesse qualcheduni, di tutti i generi, almeno, formalmente, accettabili, eccetra) come infatti quasi tutti, dice, lo erano, tetti a comune, ma comunque da pagare, dice, obbligato, sottoscritto, a suo debito, della loro famiglia, antistante la stazione del campo di Marte, da una parte, dice, scrive, davanti, la Stazione del Campo di Marte, lo scalo dei treni merci, i vagoni abbandonati dei treni merci, in attesa, si vedeva si estendevano vagoni fermi da anni, lui, guardava, dice, scrive, certuni vagoni, o anche tutti, che restavano in attesa da sempre, senza di moversi, tutte queste, ed altre zone, pretendevano, di una tristezza, dice, infinita, dicevano, che loro avvertivano addosso questo tipo di tristezza invivibile senza rimedio, quando tutti ci abitavano, in quartieri abominevoli, di tristezza, ammettiamo, anche fosse, maggiore, senza non solo non avvertirla, questa pretesa tristezza buia o che altro, di questi quartieri, ma riescivano anche a viverci in maniera, sostenevano, decorosa, accettabile, per il fatto che non solo non provavano nessuna tristezza lugubre, eccetra, che quest’altri dichiaravano, ma nemmeno lo pensavano lo polesse che esistesse no soltanto quartieri tristi, o anche meno, di suo, ma nemmeno la tristezza, nell’animo, e utilmente ci vivevano e basta, diodiavolo, che, dicevano, loro, ci avveano a pensare a tante altre cose concrete, come essere il lavoro, la prima. Se lo fosse che esistesse, si potesse vegetare, in maniera cosiddetta vivibile, sana, lo farebbe, sostenevano, le persone disponessero di sistema nervoso animale, di base, generico, come, esempio, le masse, quando loro, dice, in famiglia, non lo erano mai stati, somatici, di questa categoria neutra, sociale, ma del tutto alienati, oltre i limiti, per ragioni, scrive, che risulteranno dopo, poi in seguito, come, esempio, sostenevano, il fatto, da una parte, che loro, dice, sempre vissuti abitando appartamenti che lo erano digià, fosse, incupiti, di suo, come essenza specifica, dall’altra, che era loro lo avvertivano ovunque incombente tristezza immanente globale, appartamenti, per loro, di una disperazione senza alcun limite, oscurati di buio, eccetra, una vita trascorrerono in assenza di luce, lunghi oscuri corridoi, su kilometri di nulla, chi guardasse ora lontano questo buio trasscorrerono, non vedrebbe in questo fondo che nulla, se ci avesse nessun senso, anche dirlo, pensarlo, eccetra, il suo babbo, la sua mamma, il fratello, scomparito, senza mai sapere indove, solo, dice, saputolo, indove, alla fine di tutto, dopo morto anche il suo babbo, che viveva, dicevano, come fosse già cadavere, una, dice, persona, no soltanto mai vissuto una vita normale, delle genti comuni, ma sospeso in istato di catalessi, in istato, dicevano, di quiescenza mentale, fisica, eccetra, era sintomi normali, sosteneva il dottor Lupi, tra i tanti, dice, disturbi, cosiddetti neurologici, lui in fondo, dice, rientrava nella normalità comune epilettodide del piccolo male, in istato di assenza, non ce n’era ripeteva, di disturbi originali, ogni tipi di disturbi tutti già classificati, quanto al fatto di guarire, comportava altri fattori, c’era dice, dei fattori, da doversi rilevare, che venissero curati, si diceva guarigioni e non era altro che, in fondo, un insieme di fattori da venire equilibrati, non essendo, altro, dice, il corpo(se lo fosse ammisibile) in pratica, che un insieme complessivo, in funzione reciproca, bisognava procedessero a controlli più accurati chi voleva rimanesse nelle meglio condizioni, come esempio, dice, portavano, i riscontri pressori, cuore, sangue, polmoni, no il cervello, che, dice, risultava, dicevano, si poteva benissimo, una persona, anche vivere senza l’uso del cervello, in istato di assenza, normale, se veniva nutrito, lui bastava lo nutrissero che poteva stare assente anche per anni, quanto al fatto se pensava inpossibile sapere, impossibile, diceva, si pensasse di sapere quelle cose che pensavano, chi pensavano normale, per dire, persone dichiarate normali, profferivano pensieri senza questo voler dire si sapesse icché pensavano, ammettendolo pensassero, ci proviene delle voci, e si credono pensieri, quande invece dei pensieri se ne sa meno che nulla, ci frastornano dei soni, che non sono traducibili, i pensieri, se ci fosse, rimanendo imperscrutabili, ci si immagina ascoltare, leggere, eccetra, i pensieri che ci appare, ma lo sono altri pensieri, che possiede le persone, che potrebbe anche non essere possedessero pensieri le persone dichiarassero che li avessero in azione, si prendva per reali i pensieri dichiarati, pensieri dichiarati come fossero reali, come infatti succedeva, mai nessuno lo sapeva i pensieri si pensava, anche quelli personali, meglio allora(il dottor Lupi) uno restasse in istato mancante, di base, come, esempio, stato il suo babbo nell’ultima parte della sua vita, o anche prima, due ce n’era delle parti, nella vita del suo padre, la prima all’Istituto Geografico, ai rilievi cartografici, nel salone, dice, scrive, immenso, delle carte fotostatiche, proporzioni smisurate, prospezioni di kilometri, per la resa, sostenevano, la piú esatta proponibile ( il concetto di esattezza, il generale van Straten, mai nemmeno avvicinabile, come termine assoluto, suo proprio)….


spiriti

Più contrari, esiste, spiriti, che quelli boni, pullulando di fantasmi, che noi nulla si conosce, o bene o male, neutri, pole essere, se pole essere cose neutre, in natura, che piuttosto sfavorevoli, per sua propria inclinazione, di quell’altre positive, si polesse ritenere, facilmente più contrarie, siino, senza esserci volere, come noi non si esistesse, e spiriti anche dei morti, cattivi digià di suo come furono tra sé vivi, maggior parte, o dopo trapassati subito, per vendetta di torti avuti, o anche senza, o invidia di parenti rimasti, o non parenti, tutti insieme, diocignale, che n’avessero a patire, dice, uguale a loro, brutti scheletri di morti dannati eterni, che ne godono che siino, vedono, e dai sepolcri portare malefici la notte, non potendone fare a meno, dice, questi cadaveri, che tornassero a agire male, potendolo, gli è gradito le cantine, case vote, cimiteri, grotte, pozzi, rumori, scricchiolii, viene, si sente, dentro boschi solitari, tonfi, gemiti, l’è il vento, dice, l’è animali che move i rami, eccetra, e l’è invece vagare di questi spiriti nella terra e nell’aria, stare chiusi più che sia, sempre avere lumi accesi, traversando posti bui, mai la notte sul cammino, mai escire senza luna, gira anime di morti, per la nostra perdizione, in sembianza di persone, animali, pol’ essere, appaiano, o gufi o lupi o serpi o rane o altri, confusione nella mente, pare, che prenda, e sono malefici di morti, stanno il fondo delle valli, l’acqua buia dei torrenti, l’aria diaccia nelle grotte, mai mai mai entrare nelle grotte, in nessunissima maniera, che non ci s’abbia a perdersi, nel fondo.


gabbioni

…fino a quando il suo fratello, dice, da ultimo, a un certo momento, emigrato via per sempre, dicevano, da cotesta no solo città di merda abitata da genti tra-simili, dove nulla non solo per nulla agibile, ma nessuno pensiero, ideazione, cultura (che lui odia anche dirlo) come solo per fare altre ipotesi, popolata, dice, ripete, di genti brute, inumane, senza punta compassione per le altre genti che c’erano, o parenti o chi altro, nessuno, che vivevano, dice, ripete, in questa, dice, città non solo di merda dal punto di vista cosiddetto architettonico, urbanistico, eccetra, sanitario-abitativo, stradale, ma anche, finalmente, da ultimo, l’estinzione totale, genetica, dove dice, ripete, da ultimo, solamente abitato da una torma di vecchi anziani, solo case tutte piene di vecchi anziani resi cattivi, se lo fosse non lo fossero, ammettiamo, cattivi, per sua natura no soltanto gli anziani, ma le genti, totalmente, comuni, come i vecchi che i giovani, in toto, dove invece, alla fine, lui, dice, il fratello, ripete, trasmigrato nella casa abbandonata, nel paese, scrive, dei venti, dei ghiacci, dei boschi, eccetra, non più, scrive, tramezzo alla massa di persone urlanti bocianti, inculantisi, eccetra, metaforici o meno, stante sempre tutto intorno la marmaglia di persone, da una parte, dice, scrive, intorno, la marmaglia di persone di nessun conto circostanti la casa, affacciati sui cortili condominiali, sui giardini a comune, eccetra, da quell’altra strade vote, grige, senza nessuno, dove dice, dicevano, il Comune, a un certo momento, obbligato di fare chiudere no solo il traffico, il passaggio, cosiddetto, stradale, o quant’altro, ma anche, dice, ordinato di tenere sbarrato, porte finestre, ogni cosa, che, si entrava, ripetevano, che si era costretti ad entrare nelle sue case no il portone regolare, come i tempi che furono, ma un ingresso posteriore, di natura artificiale, adibito dal Comune, eccetra, la quale, diceva, lo era stato obbligato a questa estrema misura dal bociare incontenibile che veniva da ogni dove, tutt’intorno le strade, che c’era, dice, oramai, proveniva questo iniquo bociare, for di misura, dalla massa enorme del popolo, che le strade no soltanto non lo erano più vivibili, ma ostili, come fu proclamato, nell’ordinanza, anche fosse, dice, che delle ordinanze non gliene importava un cazzo a nessuno, di regola, l’ordinanza di chiusura totale si era, in effetti, instaurata automatica, allo stato dei fatti, sendo, tanti sostenevano, che vi fosse uno stato dei fatti, pre-esistente, materico, quande altri pretendevano che lo fossero eventi provenuti dagli omini, no autonomi, fosse pure situazioni, nelle quali si trovavano, si potesse intervenire, che, dicevano, che il mondo non lo era per sé solo, ma in concorso con gli omini, e altre cose inverosimili, l’era colpa, uno i padroni, due l’ignoranza invincibile, tre il potere strutturale economico in atto, che c’era, dice, questa gabbia omniubiqua di struttura materiale economica interna sociale in natura, più o meno, dicevano, entro cui si agitavano, gli omini, chiusi, e avveniva transitavano qualche rare apparizioni di vecchi tremanti, col morbo di parkinson, o dice, del tipo tremante, continuo, o la specie autobloccante, cogli arti come piombo, impediti, eccetra, si vedeva queste genti appariva per le strade strascinati da persone, comandati dallo Stato, o lo strade tutte vote, o dell’ombre di vecchi tremanti, nelle grinfie del Comune, lo Stato, eccetra, Regione, mai familiari, mai amici, ma soltanto personale stipendiato eventuale, zoppicanti lungo i muri, per rientrare nelle case, meglio, dice, ripetevano, di restare nelle case che fori, in cotesta infinitudine di strade grige, nelle zone, scrive, ripete, circostanti la ferrovia, i macelli, lo stadio, via Lungo l’Affrico, via Caboto, via Sodani, via Del Cantone, nel perimetro, dice, tra via Caboto, via Sodani, lo stadio, la ferrovia, eccetra, case dice, affittate, dicevano, con la clausola il padrone non ci avrebbe mai eseguito alcun lavoro, anche minimo….
(continua)


jutland

Come, anche, dice, sente, qualcheduno, altre voci, ripetere, non lo fosse definibile, in pratica, nulla, nessuno, senza esistere ragioni di punte cose, eccetra, o discorsi del genere, mentre intanto, ulteriormente, tutto, farsi, vede, più buio, no soltanto il cielo, invisibile, ma anche quasi più luce, più aria, eccetra, da una parte la mancanza della luce, nel cielo, il buio, tra gli alberi, il lamento, arriva, continuo, dei corvi, e di seguito, da quell’altra che lui è solo, nella stanza della stufa, adibita come camera, cucina, studio, da lui stesso ripetuto, altre volte, quando invece, da una parte, mai studiato, alcuna cosa, di nulla, nella sua vita, da un’altra, sempre avutaci, in mente, questa idea fissa, non mai eseguita, sempre, pensa, vissuto, nella stessa aspettazione di uno studio incombente, in attesa, l’incombenza permanente di questo studio, di natura indefinita, di cui gli anni che furono non lo furono in pratica che gli anni di questa attesa continua, come termine assoluto, o ossessioni del genere, fino al punto di ora, forse, pensa, definitivo, la chiusura ultimativa, nella stanza della stufa, adibita a questo studio, dove il compiersi ultimo d’ogni cosa, come anche nel periodo della casa a Panzanatico, pensa, scrive, pensava, che sarebbe stati questi (quelli) gli anni oramai decisivi, finali, della sua allontanazione dal mondo, teatralmente definita, nel modo come a lui solito, e egualmente a suo fratello, babbo , mamma, e via discorrendo, la famiglia, scrive, al completo, in tutto il suo insieme, lo stile, pensa, scrive, teatrale, ripetuto altre volte, peculiare alla sua progenie, questa, ancora, scrive, parola, peculiare, ripete, continua, di cui lui se ne vergogna, anche fosse, dice, solo il fatto pensarle, parole del genere, figuriamoci usarle, peculiare, singolare, generico, intrinseco, presunzioni consimili, attinente, dice, pensa, inerente, sensazione, memoria, intelletto, visione, e ogni cosa di seguito, perversioni diffuse, eccetra, che lui scrive, dice, assicura, perfettamente cosciente, in ogni momento, l’imbecilità che lui esegue, la demenza che partecipa, ne è partecipe, eccetra, di cui lui se ne vergogna, anche dirlo, la parola partecipe, il verbo partecipare, di cui tutto se ne scusa, anche solo la finzione, di parole di tutti i generi, come anche, lui, usa, egualmente, assurdo, insensato, privo di senso, eccetra, in quanto, dice, dichiara, costrettovi, dalle voci correnti, o che altro, adoprabili, esistente che questo, tutto insieme generante concetti inani, ideazioni da nulla, eccetra, per se stessi, risibili, in quanto in definitiva parole risibili, concetti, ancora, insensati, in quanto concetti, e via discorrendo, e null’altro visibile, sulla scena del mondo, di che lui ne ha vergogna, della trita, scrive, dice, pretenziosa teatralità delle frasi che scrive, ripete, eccetra, due ne esiste in quanto tipi di frasi trite, quelle trite di tutte la categorie possibili immaginabili, in quanto frasi vigenti, correnti, eccetra, normali, e le sue, lo essendo, dice, le sue, se possibile, ancora più trite, al massimo, peculiare la sua famglia, immanente il suo babbo, la sua mamma, fratello, e via discorrendo, sendo tutto egualmente spazzatura mentale, abominio intellettuale, eccetra, ab-reazioni, e consimili, concezioni che lui odia, che ne sente l’avversione, questo scempio di parole, riflessione, odia, pensiero, concetto, presupposto, rapporto, ideale, teoretico, e simili, ma lo stesso, egualmente, dice, scrive, universo, ragione, mondo, natura, tenebre, sogno, baratro, tempo, solitudine, morte, tutto, dice, in fondo, lo sia, processione di parole senza criterio, blaterare inutile, ottuso, come intorno tutto voto, lasciato al caso, ivi interno a sè medesimo, intrinseco, anche fosse, dice, se lo fosse, possibile, lui o altri, definito da un luogo esterno, se lo fosse ammissibile, il parlare corrente, lo sarebbe sempre interno, di se stesso, essenziale, medesimo, anche ammesso lo esitesse un altrove di-al-di-fori di questo, dice, ogni-dove-pensato, scrive, presente, continuo, lo sarebbe sempre dentro, comunque, mai fori, non ci essendo, dice, scrive, come fori, mai nulla, anche solo concepibile, eccetra, ma soltanto questo luogo, che odia, presente, e nient’altro, come, anche, dice, egualmente, in pratica, scrive, neanche questo riscontrabile, ma soltanto idiozia di parole, parodia cerebrale, e finito, senza altro alcun senso, che lui odia ancora dirlo, pensarlo, eccetra, ogni cosa essendo, in pratica, straneazioni mentali, aleatorie, sedimenti interiori, no soltanto in quanto, tutto, dice, accaduto, lungo il corso del tempo, ma di modo digià intrinseco, dal momento preesistesse, ammettendolo possibile, quasiasi cosa, o soltanto, invece, dice, esservi nulla…
(continua)


GRECIA!!!