Archivi del mese: giugno 2012

chiusura totale ermetica (se ci avesse alcun senso parlare di chiusura di ermetica eccetra)

FILOSOFIAZZERO chiude, filososofiazzero, in realtà, ha finito il suo tempo (ammettendo ci avesse alcun senso la parola realtà, mancanza di realtà, di significati, di senso e vocaboli simili).
La parabola breve delle prove d’autore e di autori ha avuto, o non ha avuto, l’intenzione banale di dimostrare (se possibile dimostrare qualsiasi cosa) la assoluta vuotezza di contenuti fruibili a qualsiasi stadio mentale psichico e adoprabili(sic!) in qualunque modo.
Pezzettoni presi da AUTORONI di tutti i tempi, astrusi e goffi tentativi di personali solitari calligrammi sia mentali che formali, che il diavolo se li porti tutti all’inferno direbbe TEX WILLER il grande TEX WILLER con Mefisto, El Morisco, eccetra, nella di cui lettura finalmente ora libero di sprofondarmi, a mio agio e che zzzero sia in aeternum, fino al giorno delle tenebre che ci avessero a ingoiare tutti, diodiavolo, me primo, ovviamente, che per dimostrare che siamo tutti teste di cazzo ho dovuto far vedere che le teste di cazzo prime (me stesso)sono quelli che volessero dire, significare, dimostrare, comunicare, stupire, spiazzare, far pensare, fare cacare, come in fondo alla fine tutto si riduce residuo a un ammasso di merda e nient’altro, sul far della sera.
FILOSOFIAZZZZZERO, FORZA E ONORE A OGNI MODO(sic!!!) MA ZZZITTO!!!

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…intanto che si aspetta(2)

…intanto che si aspetta di allontanarsi dall’orlo del baratro, dell’abisso, della voragine (cosiddetta),intanto, si potrebbe, volendo, in ipotesi, in attesa il recupero delle tasse mai pagate e mai in pagamento, si potrebbe mettere un limite massimo alle retribuzioni e alle pensioni di tutti gli impiegati e funzionari e insegnanti e leccapalle dello Stato, e questo tetto dovrebbe essere di 3000 euro il mese (che non è poi malaccio) Se si andesse a a fare i calcoli, credo, ne verrebbe una discreta sommetta da usare per i più bisognosi e anche, forse, per la crescita, cosiddetta, economica, ammettendo possibile questa crescita, ma comunque, almeno, ora, subito, raggranellare qualcosa per chi sta nella merda, nel vero senso.


intanto che si aspetta

Intanto, noi, che si aspetta, cittadini italiani in ispecie delle ultime classi, legioni, scaglioni, infimi, plebi urbane e delle sterpaglie intorno a autostrade, ferrovie, camionabili, terreni incolti abbandonati da anni ingialliti nella vampa estiva del sole, o gelati nel buio dell’inverno che i lupi tra poco, mangiatori di vento, ci arrivano dentro alle nostre case di lamiere appiccicate, di muri tirati su alla meglio, senza luce, acqua, solo un tizzone di foco ormai la sera da aaccendere da una parte della cucina, senza respiro, noi, si diceva, cittadini pur sempre, diolupo, di questa penisola Italia, pretendiamo sostentamento di cibo gasse luce servizi igienici medicine eventuali pei figlioli rachitici che ci è nati causati dalla penuria intemperie disagi di tutti i generi, pretendiamo, no cultura scuola istruzione, ma. intanto, subito, l’equivalente in danaro contante ogni mese dell’ammontare di 1000 euro a famiglia più i figlioli più un contributo per la casa chi vivesse tra le lamiere i compensati raccattati per strada senza nemmeno da lavarsi da cacare al riparo da sciacquarsi il culo almeno dopo cacato che poi dicono che siamo sudici che si puzza che siamo delle bestie animali ignoranti ladri assassini eccetra… Che si tennessino loro la cultura che a noi ci fa senso anche solo la parola sentirla che si sente in giro che dicono, che ci dessino a noi 1000 euro di legge che ci spettano a tutti e un pezzetto di terra dove mettere pomodori agli cipolle patate cocomeri eccetra quande viene l’estate ci sii acqua bastante per farli gonfiare grossi e noi mangiare almeno i nostri cocomeri dolci e succosi e poi basta finito diodiavolo.


assegno disoccupazione (o solo discorsi?)

CIFRE (a ricalcolare sul valore reale di acquisto attuale in ogni paese)
Ho fatto un calcolo, spero che sia esatto, considerando a
3.000.000.000 il numero di persone disoccupate o sottoccupate nel mondo e immaginando di assegnare loro un assegno di disoccupazione universale umano pari a 10.0000 euro l’anno si arriverebbe a 30.000.000.000.000 (trentamilamiliardi) l’anno.
I quali andrebbero finanziati col recupero delle tasse non pagate in tutti paesi della terra, e ne avanzerebbe, di soldi. Semplificare al massimo la burocrazia dimodoché fosse facile intraprendere qualsiasi attività che uno volesse. Chi guadagnasse oltre diecimila euro l’anno non avrebbe più l’assegno e comincerebbe a pagare le tasse proporzionalmente a partire da 20.000 euro in su. Questo sulla Carta dei Diritti dell’ Uomo. Se valessero qualcosa questi diritti.
Per l’Italia, calcolando a 5.000.000 il numero dei disoccupati o senza pensione, si arriverebbe a 50.000.000.000 con 10.000 euro l’anno ognuno e con le stesse regole universali di cui sopra.


notte

Dormono le cime dei monti
e le vallate intorno,
i declivi e i burroni;

dormono i rettili, quanti nella specie
la nera terra alleva,
le fiere di selva, le varie forme di api,
i mostri nel fondo cupo del mare;

dormono le generazioni
degli uccelli dalle lunghe ali.


morti impiccati

La pluye nous a débuez et lavez,
Et le soleil desséchez et noirciz:
Pies, corbeaulx nous ont les yeulx cavez
Et arraché la barbe et les sourciz.
Jamais nul temps nous ne sommes assis;
Puis ça, puis la, comme le vent varie,
A son plaisir sans cesser nous charie,
Plus becquetez d’oiseaulx que dez à couldre.
Ne soyez donc de nostre confrarie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!

Prince Jhesus, qui sur tous a maistrie,
Garde qu’Enfer n’ait de nous seigneurie :
A luy n’avons que faire ne que souldre.
Hommes, icy n’a point de mocquerie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre.


ecco tutto…

…per degli anni era venuto nella cantina a farsi dare del il rhum per sua madre in una bottiglia, e gliela portava al capezzale del letto dove lei era miserabilmente finita. Ma il suo cuore era così forte che lei aveva potuto sopravvivere ancora, pur essendo ridotta a uno scheletro, e che all’eccezione del rhum e dei pezzetti di pane inzuppati nel rhum non aveva più preso cibo. Lei, disse, era stata una credente ma non era mai stata in chiesa in vita sua. Lei temeva Dio, ma non era cattolica. Mi chiese cosa facevo di lavoro. Scrivo, gli dissi. Non seppe che farsene della mia risposta, e del resto era incapace di rappresentarsi che cosa poteva significare. In un certo senso, disse, era soddisfatto del suo lavoro di manovale, per schifoso che fosse. Alla sua età tutto resta indifferente,ci si attacca alla vita, ma quando è finita è uguale. Tutto uguale, ecco. E’ questione di tempo. Uguale. Anche per me in quel momento tutto era uguale. Una bella parola, chiara, breve, che rimane nella mente: UGUALE. Ci capivamo…. tutto è uguale, ci salutammo, aveva detto in conclusione. E’ il segno particolare del mio pensiero, ora, il sentimento che le cose si equivalgono, la coscienza del valore uguale di tutto ciò che è mai stato, che è, e che sarà.Non ci sono valori alti, dei valori superiori, dei valori supremi, tutto questo è liquidato. Gli uomini sono come sono, non si possono cambiare, come anche gli oggetti che sono stati fatti dagli uomini, che fanno e che faranno.La natura non conosce differenze di valore. Ogni nuovo giorno è soltanto degli uomini con tutte le loro debolezze, il loro sudiciume fisico e intellettuale.Poco importa che uno sia disperato col suo martello pneumatico o davanti alla macchina da scrivere.Solo le teorie nascondono quello che è invece ben chiaro, le filosofie e le scienze tutte, che si oppongono alla chiarezza con le loro conoscenze inutilizzabili. Si sono ormai percorse tutte le strade, ciò che ancora verrà non sarà una sorpresa, si è già riflettuto su tutte le possibilità, chi ha fatto cose sbagliate, chi ha offeso, sconvolto, distrutto e annientato, si è tormentato, ha studiato, si è lui stesso liquidato, si è quasi ucciso, si è sbagliato, si è indignato e di nuovo non si è indignato, si sbaglierà anche nel futuro, contrasterà, distruggerà e annienterà, si tormenterà, studierà, quasi si ucciderà, e fino alla fine continuerà a farlo. Ma in fin dei conti tutto è uguale. Si rimischia le carte, via via. L’idea è stata depistare l’esistenza, la nostra propria, come quella degli altri.Noi ci riconosciamo in ogni essere umano, poco importa chi sia, e siamo condannati a essere ognuno di questi esseri umani, per il tempo che esistiamo. Siamo tutte queste esistenze e tutti questi esistenti insieme., siamo alla ricerca di noi stessi e non ci troviamo, per quanto ci sforziamo di farlo. Abbiamo sognato onestà e chiarezza, ma siamo restati al sogno. Abbiamo spesso rinunciato e ricominciato di nuovo, rinunceremo e ricominceremo ancora tante volte. Ma tutto è UGUALE. Il manovale col suo martello pneumatico ha trovato il mio slogan: tutto è UGUALE . L’essenza della natura è che tutto è uguale. Sento ancora, sempre, le sue parole , le sue parole, che, benché sue, sono anche le mie, e ho detto spesso a me stesso, TUTTO è UGUALE.Ma bisognava che che fossero dette in quel momento. L’avevo già scordato. Siamo condannati a vivere, e questo vuol dire all’ergastolo, per uno o numerosi delitti, chi sa? che non abbiamo commesso, o che noi cominciamo a commettere per degli altri dopo di noi. Non siamo noi che ci siamo convocati, siamo venuti,e in quell’istante si era già stati resi responsabili. Siamo diventati resistenti, più niente può farci cedere, non siamo più attaccati alla vita, ma non la diamo via a un prezzo scontato, avrei voluto dire, ma non l’avevo detto. Delle volte, tutti, alziamo la testa credendo di dover dire la verità, o la verità apparente, e la ritiriamo giù, tra le spalle. Ecco tutto.