Archivi del mese: dicembre 2012

maleficio totale

…la totale impalcatura cripto-clerico-massonico-liberal-fascista,
bancaria, di Stato, omni-ubiqua presente, alle spese del popolo, che lo fosse, almeno, speriamo, questo anno nuovo, che viene, ammettendo che venga, amputato di questa infamia infestante totale malefica.

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fratellastri d’Italia

Da una parte la lentezza mentale, lo sbadiglio intellettuale, o quant’altro, della guida suprema della nostra Repubblica, di nani, tutti, mentali, dall’altra la marmaglia teologica, lo spunzone cattolico, sotto forma di papi preti e di seguito, ogni-uno predicante la quieta sottomissione alle regole, il tenere le mele strette per tanti ancora e più anni, che poi tutte, alla fine, le cose, si aggiusteranno, con l’aiuto di Dio, non disgiunto dall’impegno reciproco a essere come essere ora, nella merda sociale.


che lui odia(ogni cosa)

…quando a lui, dice, invece, sovrastante, cospicuo, questo stato di fallimento profondo, abissale, o che altro, da lui definito, fallimento totale, assoluto, privo di senso, eccetra, e altri nomi consimili, da una parte il suo caso specifico, personale, il fallimento suo singolo, da lui stesso causato, (ne esistesse, fosse, le cause, o la causa) da un altra quello cosmico, astrale, dentro cui complicato, inerente ogni cosa, assoluto, perpetuo, il genere umano, o che altro, se ci ha un senso, ripete, le parole, vita, fallimento, perpetuo, genere, umano, eccetra, e via discorrendo, da una parte, pensa, dice, questo, scrive, fallimento assoluto, per se stesso, medesimo, di natura materiale, ontologico, da quell’altra quello singolo, inerente lui solo, come stato dominante, condizione dominante, eccetra, della sua vita, da una parte il senza senso di rovina assoluto, dentro il suo vivere, da quell’altra il contro-senso dentro ogni idea praticabile di questo mondo, che lui odia, dice, adoprarlo, questo tipo di espressioni risibili, senza di senso, privo di senso, insensato, eccetra, del genere, come solo affermazioni no soltanto esse stesse prive di nessun senso, ma egualmente vanagloria mentale, sussiego intelletuale, eccetra, tutte cose che odia, parole che lui disprezza, di cui lui, dice, solo, si propone di mostrarne l’idiozia ivi presente, ivi incluso il suo cervello, la insulsaggine totale dei suoi pensieri, in pratica, eccetra, e nient’altro, ma comunque, dice, tutto quanto , che lui, dice, ripete, torna ancora a ripetere, no argomenti suoi propri, mai, lui, dice, avuti, argomenti suoi propri, di suo, se lo fosse lo esistesse omini che li avessero argomenti suoi propri, di suo, per se stessi, certamente, lui, dice, non sarebbe tra questi, tutto, dice, scrive , ripete, che lui osserva, propone, eccetra, solo frasi riportate da altri, e nient’altro…


privilegi

La stragrande maggioranza della gente semplice e incolta(che sarebbe come dire le persone in quanto tali)non pretende mai di avere nozioni astratte. Si dice che esse sono difficili e che non possono venir conseguite che con studio e fatica: potremo quindi concludere con ragione che, pur se esistano nozioni astratte
(ammettendo che esistano), esse sono un privilegio riservato alle sole persone dotte.


la solitudine degli orchi

…dipinte grandi montagne, lontano, e giù buie immense foreste, nel cielo nuvolo, e grandi mura di torri, in attesa, le inghiottissero le tenebre, gli diceano, e poi persi, popoli d’orchi, e nulla ne sapeano, nessuni, dio sudicio, quali storie che fossero, non restandovi più memoria, altro che queste patacche sui muri, non essendoci passato, ne restasse per nessuno, solo un bischero, diceano, lo potessero pensare, avercelo, orchi compresi, passato dietro, vino, in cambio, ne portate, troie, o magari, ci s’avrebbano, gli diceano, vecchi stronzi, bidoni di grappa, fatta da loro, di enorme potenza, dandognene in prova più forte che quella dopo, non potendone fare a meno inculare persone, qualunque fossero, e tabacco, sulle ciuche, e sale e panaccio secco, del quale, diocane, ne portassero ancora, diceano, queste donne che tenevano insieme, per buttarne nello stufato di grosse fettone, strusciate nell’aglio, e patate, e ancora pepe, diceano, capitava ne invitassero, qualcheduno dei ciucai, gustassero lo stufato, e bere, da stramortirsi, e, volendo, giacersi, con donnacce delle cucine, mentre loro escivano, orchi, dopo la cena, vagare nel buio, con il peso di vivere…


corvi(nemmeno)

…anche i corvi, spariti, ho parlato con Kurt, se anche a lui, gli ho domandato, non sembrava un fatto strano la scomparizione improvvisa totale dei corvi che c’erano, il bosco sempre pieno, dico, di questo schiamazzare di corvi dalla mattina alla sera, e ora più nulla, non gli sembra, chiedo, anche a lui, strano, cosa pensa, lui, chiedo, di questa disparizione dei corvi, questo improvviso profondo silenzio, eccetra, che anche lui, naturalmente, ha avvertito, penso, benissimo, la stranezza seguita al non esserci piu dei corvi, improvviso, al venire delle tenebre, dico, nello stesso momento che veniva le tenebre sopra ogni cosa, tutti i corvi spariti, cose queste che lui conosce benissimo, penso, il continuo schiamazzare dei corvi, no soltanto dalla mattina alla sera, ma anche, a volte, dal profondo del buio, non gli chiedo se ha avvertito questo senso di mistero dentro le cose conseguente al silenzio improvviso, della disparizione improvvisa dei corvi, del vento, eccetra, chiedo solo se ha notato, cosa che del resto sono sicuro Kurt ha notato benissimo, questa disparizione dei corvi pura e semplice, il cessare del vento, eccetra, istantaneo, non gli parlo del mistero, non fo cenno del mistero da me avvertito, derivante non solo, penso, dalla disparizione istantanea inspiegabile, degli ucceli, del vento, eccetra, ma incombente, sopra ogni cosa, aleggiante sopra ogni cosa, penso, questa stessa parola, aleggiante, come un soffio di mistero in mezzo alle tenebre…


dottori

…se non fosse tra mani, del dottor Amalfitano lo sarebbe tra quelle di qualcun altro, poco importa quali nomi, o che fosse il dottor Turci, il Bencini, il Catanzano, il Marconi, il Capaccioli, il Galastri, il Tani, il Valdoni, il Tassi, il Barsanti, il Turi, il Meconi, il Boetani, era uguale, di chiunque, lo dicevano, che lo fosse capitato alle mani, egualmente lo sarebbe stato finito non soltanto nel modo che lo finirono, ma magari anche peggio, come in fondo, si sentivano, solo nomi eventuali, cambia i nomi dei dottori, dei mali, delle cure, eccetra, e rimane tutto eguale, si sentiva, ripetevano, solo nomi artificiali, era quello che appariva, delle morti procurate, come tutto addivenuto per ragioni incidentali, questo stesse parole precise.