Archivi del mese: aprile 2013

patacònes

“Magellano decise di rapire due giganti per portarli in dono a Carlo V e alla sua regina imperatrice. I due furono incatenati ai piedi con l’inganno, ma, quando si accorsero di essere stati catturati, sbuffarono e soffiarono e schiumarono come tori.
Ci fu un gran trambusto, ci si azzuffò, ma alla fine i due giganti vennero battezzati. L’idea era di riportare i Patagoni o “Piedigrandi” in Spagna, ma i giganti morirono – quello battezzato con il nome di Paolo, nel Pacifico – e così tornò soltanto la relazione di Pigafetta.”

[Chatwin-Theroux, “Ritorno in Patagonia”]

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lenin

“A paragone di una guerra dove l’inimicizia è totale, la guerra circoscritta del diritto internazionale europeo classico, che procede secondo regole riconosciute, non è molto più che un duello fra due cavalieri in grado di darsi soddisfazione. A un comunista pervaso di un sentimento di inimicizia assoluta come Lenin un simile tipo di guerra dovette apparire come un semplice gioco a cui egli partecipò, date le circostanze, per trarre in inganno l’avversario che in fin dei conti disprezzava e trovava ridicolo. La guerra della inimicizia assoluta non conosce limitazione. Trova il suo senso e la sua legittimità proprio nella volontà di arrivare alle estreme conseguenze. La sola questione è dunque questa: esiste un nemico assoluto, e chi è in concreto?”

[Carl Schmitt, “Teoria del partigiano”, Adelphi, 2002]


ogni cosa è (sempre) un’altra cosa, ogni spiegazione un’altra spiegazione, e di seguito….


eutanasìa a mano armata

“Un bambino era nato a Chicago con dei terribili difetti congeniti. I genitori furono informati dal medico che vi erano determinate operazioni capaci di salvare la vita del bambino, senza però eliminare questo difetto congenito -uno stato estremamente patologico-, ma essi avrebbero prolungato comunque per un certo tempo la sua vita. Ma la madre e il padre si dichiararono contrari al trattamento. Dai medici dell’ospedale fu ottenuto un provvedimento d’urgenza; si istituì una sorta di tutore statale del bambino, dal momento che i genitori non volevano la sua vita. L’operazione si fece. Seguirono diversi interventi. il bambino soffriva terribilmente.I genitori continuavano a andarlo a trovare,
continuavano a protestare contro il proseguimento del trattamento e poi, dopo circa sei mesi, vennero a sapere che l’Ospedale voleva trasferire il bambino in un altro ospedale, lontano da Chicago, che aveva sviluppato uno speciale trattamento. In seguito a ciò il padre si presentò all’ospedale nel reparto rianimazione, trasse di tasca una pistola, tenne in scacco il personale, staccò il bambino dal respiratore, prese piangendo il figlioletto tra le braccia, puntando per tutto il tempo la pistola carica sul personale sanitario e sui medici. Quando il bambino morì tra le sue braccia, lo abrracciò singhiozzando e consegnò la pistola. Naturalmente seguì il processo per omicidio premeditato, egli venne tuttavia assolto dala giuria in ogni punto dell’accusa e dichiarato colpevole solo di un unico reato: la detenzione abusiva di armi”

[Hans Jonas “Sull’orlo dell’abisso”]


alle poste

“L’omo malato, senza sangue nelle vene, non ce n’era medicine, impossibile guarire, tutte cose risapute, nella zona dove stava, i casi patologici, e norme relative, ottanta e più per cento, come minimo, impedito, non idoneo ammesso a nulla, con la massima pensione, a vita, come va signor Gensini, gli chiedeva le persone, lo volevano sentire, cosa cazzo rispondeva, ingrassare e andare a spasso, gratis, e noi si paga, intendevano le tasse, trattenute già all’origine, fosse il caso i sottoposti, siamo i soli che si paga, si sentiva, mugugnavano, e lo stesso anche quegl’altri, sostenevano pagare, ritenuti imprenditori, mentre a quelli sottoposti, gli sembrava che non era, nella giusta proporzione (ammettendo se pagavano) a seconda gli scaglioni, c’è dicevano, bociavano, dei criteri, da seguire, che però non li seguivano, mentre agli altri gli sembrava di pagare oltre misura, anche visto che rischiavano, dicevano, di suo, e passava il loro tempo, trascorrevano le stelle, sul loro capo, l’era tutto, si sentiva, qualcheduni profferivano, compimento del destino, era scritto, già da prima, tutto quello si viveva, fino a quando che vivessero, ma le tasse le pagassero, altre voci, che berciavano, no diocane, che rubassero, con la scusa della morte, ce ne fosse tanti stronzi, che vivevano in pensione, alla barba dello Stato, poi per forza andava male, se sparivano i quattrini, mica vero sor Gensini, non perdevano occasione, che sentisse questo peso, che viveva mantenuto, non l’avesse mai sentito, c’era loro a ricordarglielo, che lavora anche stamani, bella vita, sor Gensini, e portavano il confronto, mentre stavano alle code, con bollette già scadute, del gasse, e della luce, eccetra, di soceri e cognati, messi peggio che di lui, che dovesse essere morto, stando ai mali dichiarati, per godere la pensione, che ha capito sor Gensini, si sentiva,rinfacciavano, l’è questione di principio, e di giustizia, e non era vero nulla, gl’importasse a qualcheduno, solo avere, e gli altri meno, come doppio risultato, o sennò di sprofondare, tutti insieme nella merda, come infatti sprofondavano.”

[Lupo Lupi “Mezza vita, e anche meno”]


sostituzioni

“Le spiegazioni teologiche non possono essere sostituite da spiegazioni scientifiche, perchè esse, per chi le accetta, spiegano davvero qualcosa che le altre, invece, non sono in grado di spiegare. A differenza delle cosiddette leggi naturali Dio è un inesplicabile ben definito e realmente esplicativo. C’è infatti un senso in cui si può dire che le spiegazioni della scienza non diminuiscono per nulla il carattere strano e incomprensibile dei fenomeni naturali.”

[Wittgenstein]


prescindere

“Il funzionamento dell’occhio è assolutamente diverso da quello di una macchina fotografica o di un apparecchio televisivo, che si limitano a trasformare gli oggetti in immagini. Non si deve quindi cedere alla tentazione di dire che gli occhi impressionano il cervello come le riproduzioni delle immagini degli oggetti. Se così fosse, per vedere queste fotografie, bisognerebbe ammettere l’esistenza di un occhio interno il quale, producendo altre fografie, non potrebbe a sua volta prescindere da un terzo occhio
capace di fotografare e di essere fotografato, e così di seguito, in una interminabile successione di occhi e di immagini.”

[R.L.Gregory “Occhio e cervello”]