Archivi del mese: luglio 2013

fratelli d’italia

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oltre la musica


de sade

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giornalismo di merda

“Destini perduti negli oggetti tra gli sterpi”.

[da “il corriere della sera” di oggi, a proposito dei morti nel grave incidente dell’altro giorno]


statu quo (cosiddetto)

“:…dunque, allora, il Marassini, il caro buon vecchio Marassini del letto 312…
:veramente qui c’’è scritto 213…
:312, 213, che differenza vuole che faccia, siamo dentro qui rinchiusi da anni e anni…
: (a presa di culo) da anni e anni e anni…
:sì c’è poco da prendere per il culo, da anni e anni, sì, non che questo sia importante, no che questo abbia valore che cambi, soprattutto, qualcosa dello stato stato in cui siamo…
: noi siamo nello statao in cui fossero qualunque persona che fosse in uno stato qualunque, che non pole, il nostro caso, che essere che lo stato in cui siamo, ovviamente…
: non essendo che lo esista uno stato prefissato, ideale (diciamo ideale? )ride…
: diciamo ideale?
:diciamo ideale!!! (tutti insieme)
: ammettendo (a presa di culo)lo esistesse uno stato ideale, teorico, in cui fossimo compresi, tutti quanti, nell’insieme che siamo, questo stato (cosiddetto)ideale lo potrebbe lo fosse qualunque stato, qualsiasi…”

[Silvano Macherelli, Possibile Nulla, Quercioli Editore,Fucecchio 2006]


…sconfitta l’intelligenza (ammettendo esistente)


masturbazione

“Se fosse rimasto per molti giorni in quella cella avrebbe dovuto fare in modo che qualcuno gli procurasse di nascosto del materiale da leggere. Avrebbe potuto tirare avanti per molto tempo, ma sarebbe stato molto più facile con il tabacco e i libri. Pensò di fare un po’ di ginnastica. Ma, come succedeva sempre in isolamento, quello non rimase che un pensiero. Decise che la masturbazione poteva essere un ragionevole lenitivo e desiderò di avere una rivista con donne con tacchi alti e calze. I suoi ricordi in materia erano ormai ingialliti nel tempo. Si sdraiò sul materasso lurido e si tirò addosso la coperta. Sarebbe stato imbarazzante se si fosse aperta la porta mentre si stava menando l’uccello. Nel dormitorio affollato del riformatorio aveva imparato a masturbarsi di fianco senza muovere le coperte. Ora indugiava, selezionando le immagini dei ricordi come se stesse scegliendo una donna in un bordello”.

[Edward Bunker, Animal Factory]