Archivi del mese: settembre 2013

tra poco(finalmente)

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ROMA

mafai


l’incendio di via keplero

“Finì che anche lui [Carlo Garbagnati] fu colto dall’asfissia, o da un qualche cosa di simile, e lo dovettero andar a portar via i pompieri anche lui, se vollero salvargli la pelle, a rischio di lasciarcela loro. Ma le cose purtroppo precipitarono, data anche l’età, ottantotto anni!, e il vizio di cuore, e un penoso restringimento uretrale di cui soffriva da tempo. Sicché l’autolettiga della Croce Verde, al quinto viaggio, si può dire che non era arrivata ancora alla guardia medica di via Paolo Sarpi, che già l’avevano fatta voltare indietro di volata verso l’obitorio della clinica universitaria, là in fondo alla città degli studi di dietro del nuovo Politecnico, macché in via Botticelli! più in là, più in là! in via Giuseppe Trotti, sì, bravi, ma passato anche via Celoria, però, passato via Mangiagalli, e poi via Polli, via Giacinto Gallina, al di là di Pier Gaetano Ceradini, di Pier Paolo Motta, a casa del diavolo.”

[C.E. Gadda]


coerenza

“Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola!”

[da I quaderni del dottor Cechov]


avvocati(!)

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suo fratello, detto chicco(!)

“Lui, Giulio de Benedetti, era un giornalista di grande talento, ruvido e con qualche bizzarria: lo chiamavano “ciuffettino” per una mezza frangetta grigia che gli pendeva su un lato della fronte. Veniva inoltre considerato un precoce inventore delle T-shirt (o magliette «dolce vita»): le indossava in casa e sul lavoro. Diresse La Gazzetta del Popolo e poi – dal ‘ 48 al ‘ 68 – quella Stampa che con lui conobbe una vera eccellenza. Era un direttore severo. Mirava alla comprensibilità come a un bene supremo. Simonetta amava raccontare che il papà le faceva leggere, a volte, un articolo ancora in bozze per saggiarne la qualità: se piace a te, che sei una lettrice ostile ai fronzoli, sono sicuro che va bene. Nelle proprie convinzioni e abitudini, Giulio era incrollabile. In una sua tenuta suburbana, a Rivoli, compiva ogni giorno lunghi giri nei boschi. Per distendersi, diceva. Assai diversa la madre di Simonetta, Maria Bignami, figlia di un parlamentare socialista. Affabile e colta soprattutto in materia musicale – patrocinava, a Torino, l’ associazione amici della musica – era imparentata con autorevoli uomini d’ affari gravitanti su Milano e sulla Svizzera: un suo fratello, Enrico detto Chicco, era al vertice della Nestlè…”


futuro…

tardi