Archivi del mese: maggio 2014

pràgmata

“Lo sfacelo politico in atto, cosa, lui, dice, considera, alla quale ogni uno inerente, all’interno, medesimo, cittadino statale, alla nascita, eccetra, non essendo concepibile si vedesse di esistere senza fosse lo stato, e consimili, ma infestare, questo essente assoluto politico, ovunque, precipuo, la natura delli omini, se lo fosse, dice, scrive, esistesse la natura di questi omini (cosa no definibile) anche ivi compreso che lo fosse politica, come suo peculiare, alla base, genetica, o venuto più tardi, di seguito, se lo essendo generata, a dei fini, e per quali di questi fini, e in che modo, eccetra, tutto questo a noi ignoto, ma comunque, anche fosse, a ogni modo, esistente come bassa politica, corruzione politica, e più nulla, chi lo dice esistesse (o polesse esistesse)politica, come fatto in se stesso, preminente, essenziale, lo dicesse una cosa totalmente senza di senso, quande invece esistesse (o polesse esistesse) solo frode politica, decadenza politica, impostura politica, eccetra, ovviamente, sempre al grado più in basso, mentre invece, la sua famiglia, no soltanto avvenuto, sosteneva, per loro, rimanere al di fuori ogni ambito pubblico, conseguente la clausura nelle case di tenebra, sgabuzzini di buio, o anche meno, ma il continuo ritrovarsi per loro di sussistere al mondo come morti ante vitam, come larve già vote, per dire, inumane, come spesso lo dicevano i parenti vicentini, i cugini di Bassano del Grappa, gli zii di Lonigo, questo inferno di questi posti, dicevano, dove loro tenuti di forza nel periodo di lunghe estati di sole a picco, nelle vote pianure, e altri posti spaventevoli, di calure spaventose, come esempio Montaione, Scandicci, Brozzi, S.Donnino, Tavarnuzze, Sesto, Campi, Peretola, Calenzano, ricorda, immagina, eccetra, fino venne Panzanatico, dove subito sembratogli, Panzanatico, fin dal primo momento, come essere la sede più fruibile per qualunque compimento quasiasi, di tutti i generi, dopo il tempo anteriore, passato, c’era stato questo tempo, mettiamo, compiuto, anteriore, nella vita di loro, e poi dopo, alla fine, venne quello di Panzanatico, dopo gli anni che viverono, dice, asseriva, sempre in case mica-vivibili, in nessun caso, se lo era, definibili, col vocabolo di case, provenute alla sua moglie, mamma, eccetra, da famiglie subalterne, dipendenti demaniali, del catasto, tribunali, o anche sotto, dei gradi bassi, degli uffici sanitari, revisori delle tasse, usceri, eccetra, o che altro, abitanti via Salerno, via Volturno, via Marconi, via Sirtori, viale Bovio, via Saturno, via Capponi, eccetra, tutte genti inseriti in lavori come dire i più umili, di infimo grado, che in effettti si sentiva lo erano i lavori che c’erano, come anche, proveniva, che diceva altre persone, se esistesse, si sentiva, chi ci avessero un briciolo di coscienza, non potessero che ritenere che lavori cosiddetti da infamia la gran parte dei lavori eseguiti dagli omini, non soltanto dicevano, relativo a questa situazione di infamia, merdosa, attuale, di ora, dei nostri tempi, ma, da sempre, in aeternum, che lo fosse si sentiva il lavori eseguiti dagli omini la condanna a lavori infamanti, da sempre, e nient’altro, senza, dice, nessuno escluso, comprendendoli tutti, chi negasse, si sentiva, che i lavori eseguiti dagli omini, in pratica, tutti, non lo fosse che condanna a lavori solamente spregevoli, e basta, lo direbbe una cosa del tutto falsa, (se lo fosse ripetevano che esistesse cose vere, qualsiasi, o no solo menzogne nell’animo)…”

[Fabiano Ansuini,Fuori luoghi,Mazzoni Editore, Panzano in Chianti, 1956]

Annunci

rimorso

Hai utilizzato bene il tuo corpo? Il tuo intelletto? Hai utilizzato bene la tua vita? Se cominci a porti questi problemi, sei spacciato.


doppio inferno

La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla; contrarre un matrimonio, come stringere un’amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall’antinferno della solitudine all’inferno della vita in comune.


parlano i morti

La mattina molto presto, quando tutto ancora buio, l’aria fredda nebbia oscura, non vedevano nessuno, con prudenza camminavano, lungo alti muraglioni, fino a che non terminava, che ci fosse abitazioni, sempre vento c’era, gelido, senza smettere un minuto, fino al bosco dei rumori, si sentiva, dice, sempre, di continuo, questi rumori provenire dalla selva degli alberi, c’era genti sostenevano che lo fossero i rami nel vento, nel buio, nel freddo nell’umido, eccetra, si intercetta dei rumori e si credono normali, lo si crede, ripetevano, che lo sia provenuto dal vento, dagli alberi, dal buio o che altro, e era invece i loro morti che venivano tra i vivi, due ce n’era di persone che sentivano i rumori, una le persone di tutte le categorie possibili immaginabili che lo erano, in pratica, tutti, teste di cazzo, e due quelli che arguivano i discorsi dei cadaveri, sotto foma di rumori, di lamenti, di versi di gufi, di serpi, di rane, di topi, eccetra…

[Cesarino Battilossi,Dell’udito,Tanganelli Editore, Molin del Piano 2003


piranesi

“…l’incombenza insostenibile di armadioni definiti del sei settecento, tavoloni del cinquecento, dicevano, cosiddetta mobilia di grande pregio, come anche in estrinseco, no soltanto incombenti nel buio, ma essi stessi fautori di tenebra, produttori di oscuro, che li avevano seguiti nella loro processione, nella dice, galleria senza mai fine, delle case nel tempo, il suo babbo fratelli, eccetra, tenebrarum errantes, o del genere, nel cunicolo di affitti che stipularono, loro e i mobili inclusi, tutto saturo, viverono, di dolore e di morte, di cui furono ad un tempo, testimoni e colpevoli, con i loro Piranesi, attaccati alle pareti, le incisioni tenebrose, le acqueforti carcerarie, le catastrofi di Roma, dove, dice, lo sfacelo, come stato universale, piene d’ombre che incupivano, diventando più mostruose, dalla signorina Ziffer, che le avevano acquistate, il fratello, il dottor Ziffer, truffatore abituale, le prigioni sotterraneee, e diverse aberrazioni, su consiglio del Gianassi, e di altri intenditori, il Gensini, il Sereni , il Briganti, il Maffei, il Grotti, tutte, dice, persone socialmente reputati studiosi di belle arti, professori di disegno, di musica, eccetra, architettura, o quant’altro, tutte genti che vivevano dei discorsi nella sfera, cosiddetta, dell’arte (asserito suo fratello, suo babbo, eccetra) che nessuno lo sapeva, se lo fosse definibile, anche in linea teorica, figuriamoci in pratica, in pratica, dice, le parole del suo babbo, solo fare silenzio, ammissibile, no soltanto le quistioni dell’arte, ma ognitutto, universo, medesimo, il frastono del mondo, e nient’altro, anche morti, dalla parte del popolo, ma comunque sempre avutoci la fortuna (la sua la mamma i figlioli, eccetra) almeno, di vivere senza lavoro che a loro, dicevano, ci aveva sempre provveduto il suo marito in un modo o in un altro, oltre il fatto che loro, la ex-famiglia del suo marito, ci avevano anche avuto questa casa dove ora da ultimo dice ci erano ritornati a abitare, dopo, dice, che abitarono sempre in case di fortuna, le parole della sua mamma, dovuto a necessità contingenti, fortuite, ma nemmeno necessario di dirlo, come essendo, ogni cosa in se stessa, dapprima, da sempre, in eterno, automatica.” [Lupo Lupi,Malus-malus,Galastri Editore, Castelfiorentino, 1989]


meta-terapia di se stessi (cosiddetta)

La terapeuta della persona depressa evitava sempre accuratamente di dare l’impressione di giudicare o biasimare la persona depressa per il fatto di aggrapparsi alle proprie difese, o di lasciare intendere che la persona depressa avesse in alcun modo consciemente scelto o scelto di aggrapparsi a una depressione cronica tale da rendere ogni sua (cioè della persona depressa) ora di veglia così angosciosa da risultare intollerabile per chiunque. Tale rinuncia a esprimere giudizi o a imporre valori era considerata dalla scuola terapeutica in cui la terapeuta aveva elaborato la sua filosofia della guarigione nel corso di quindici anni di esperienza clinica come integrante alla combinazione di sostegno incondizionato e onestà assoluta riguardo ai sentimenti che costituivano l’incoraggiamento professionale necessario a un viaggio terapeutico produttivo verso l’autenticità e la pienezza interpersonale. Le difese contro l’intimità, sosteneva la teoria esperienziale della terapeuta della poersona depressa, erano quasi sempre meccanismi di sopravvivenza bloccati o residuali; cioè, per un certo periodo, l’ambiente li aveva resi opportuni e necessari e molto probabilmente erano serviti a proteggere la psiche infantile indifesa da traumi potenzialmente insostenibili, ma nella quasi totalità dai casi questi (cioè i meccanismi di difensivi) si erano inopportunamente impressi e bloccati e ora (nell’età adulta) l’ambiente non li rendeva più opportuni, anzi, paradossalmente, ora in realtà provocavano più traumi e sofferenza di quanti ne impedissero…(segue)


precauzione

Gli uomini non potendo guarire la morte, la miseria e l’ignoranza, stanno attenti a non pensarci.