Archivi del mese: agosto 2014

indeterminazione

Se non siamo in grado di fare previsioni sul comportamento di un nucleo atomico, immaginiamo quanto più fondamentalmente imprevedibile sia il comportamento dell’intero universo, anche disponendo della teoria unificata delle particelle elementari e conoscendo la condizione iniziale dell’universo stesso. Al di sopra e al di là di quei principi presumibilmente semplici, ogni storia alternativa dell’universo dipende dai risultati di un numero inconcepibilmente grande di eventi accidentali.

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SENILITA’

“Ancora Eros!
Sotto ciglia azzurre e languidi sguardi,
maliardo, nelle reti di Cipride
mi scaglia, avvolto.

E io tremo: come un vecchio purosangue,
avvezzo alle vittorie,
ormai vecchio, contro voglia
tra i carri ancor gareggia.”


lo straniero

“A parer suo siamo tutti condannati a morte. Ma l’ho interrotto dicendogli che non era la stessa cosa e che comunque questa non poteva essere in nessun modo una consolazione.
“Non hai dunque nessuna speranza e vivi pensando che morirai tutt’intero?”. “Sì”, gli ho risposto.
Allora ha abbassato la testa e si è rimesso a sedere. Mi ha detto che aveva pietà di me. Non credeva che un uomo potesse sopportare una simile cosa. Quanto a me, ho sentito soltanto che cominciavo ad annoiarmi.
Secondo lui la giustizia degli uomini non era nulla e la giustizia di Dio era tutto. Gli ho fatto notare che era la prima che mi aveva condannato.
Gli ho detto che non sapevo che cosa fosse un peccato: mi era stato detto soltanto che ero un colpevole. Ero colpevole, pagavo, non si poteva chiedermi nulla di più.
“Tu ti inganni, figlio mio”, mi ha detto. “Ti si potrebbe domandare di più. Te lo domanderanno, forse”. “E che cosa mai?”. “Ti potrebbe esser chiesto di vedere”. “Vedere cosa?” […] “Tutte queste pietre sudano il dolore, lo so. Non l’ho mai guardate senza angoscia. Ma dal fondo del mio cuore so che i più miserabili di voi hanno visto sorgere dalla loro oscurità un volto divino. è questo volto che vi si chiede di vedere”.
Mi sono animato un po’. Ho detto che erano mesi che guardavo quei muri. Non c’era nulla né alcuna persona al mondo che conoscessi meglio. Forse, già molto tempo prima vi avevo cercato un volto. Ma quel volto aveva il colore del sole e la fiamma del desiderio: era quello di della mia donna.
“No, non posso crederti. Sono sicuro che ti è avvenuto di desiderare un’altra vita”. Gli ho risposto che naturalmente mi era avvenuto, ma ciò non aveva maggiore importanza che il desiderare di essere ricco, di nuotare molto veloce o di avere una bocca meglio fatta. Erano desideri dello stesso ordine. Ma lui mi ha interrotto e voleva sapere come vedevo quest’altra vita. Allora gli ho urlato:”Una vita in cui possa ricordarmi di questa”


il nulla e il vuoto

“Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andró zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto”


CATTOLICISMI

…”un vaticanista esperto e non certo “tenero” nei confronti di Francesco come Sandro Magister non ha interpretato le parole di Francesco come tassativo “divieto di bombardare”.

Così Magister sintetizza la posizione del Papa: “Fermare l’aggressore ingiusto. Con le armi se necessario. Gli appelli del papa creduto pacifista per la protezione militare delle popolazioni aggredite dal califfato islamico”.
E a proposito delle parole pronunciate in conferenza stampa: “Di ritorno dalla Corea si è persino detto pronto ad andare anche lui in Iraq, nel pieno di questa “terza guerra mondiale” che egli vede combattuta qua e là “a pezzi” e con “livelli di crudeltà da spavento”, perché “fermare l’aggressore ingiusto” è non solo lecito ma doveroso.”
Come si vede, Magister non ha ravvisato nella parole del Papa alcuna proibizione morale assoluta all’uso delle bombe.”


UN PAESE DI MERDA (CON LA COSTITUZIONE PIU’ BELLA)

Incontrato, tempo addietro, il figliolo di un mio caro amico ora morto. Il suo babbo (di questo figliolo che ho incontrato) sempre dentro e fuori l’Ospedale Psichiatrico di S. Salvi, Firenze. Quando fuori, stradino al Comune dove stavano, lui la moglie il figliolo la figliola, nelle case popolari di quel Comune. Il figliolo sempre lavorato come falegname e verniciatore in una ditta di infissi, persiane, eccetra. Ora la ditta fallita, il babbo e la mamma morti, la sorella, senza lavoro, sposata a un uomo senza lavoro, sta in casa del marito. Ora questo figliolo del mio amico morto è anche lui senza lavoro, senza casa, senza nulla. E’ andato a stare, per ora, in casa con la sorella. Può dormire, lavarsi mangiare fino a che lo potranno ancora tenere. Questo figliolo del mio amico morto non ha diritto a nessun aiuto. La cassa integrazione è finita, non è previsto nessun sussidio per disoccupati, non è prevista nessuna accoglienza in nessun posto che non sia o alla stazione dei treni o alla stazione degli autobus, a dormire tra il piscio e la merda degli altri disoccupati. Non si può spostare per cercare lavoro perché non ha i soldi per spostarsi. Non può telefonare perché non ha i soldi. All’Uffico (cosiddetto) del Lavoro e della Massima Occupazione (sic!!!): ZERO! Noi (qualcheduni amici rimasti vivi)si cerca di dargli un po’ di soldi di quelli che restano. La vita è dura e sembra, anzi, giusto che sia dura per tutti, ma questo, nostro, i politici, i sindacati, i professori, i magistrati, i giornalisti, gli intellettuali eccetra, è un paese di MERDA!


beckett

Strada di campagna, con albero.
È sera.
Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo.
Entra Vladimiro.
Estragone. (dandosi per vinto). Niente da fare.
Vladimiro (avvicinandosi a passettini rigidi e gambe divaricate.) Comincio a crederlo anch’io.