Archivi del mese: maggio 2015

THE END

A nessuno, credo, verrebbe oggi in mente( che non fossero inservienti teologici o simili) di azzardarsi a scrivere di teologia, in quanto la teologia ormai chiuso, finito, non solo la morte di Dio o quant’altro, ma nemmeno concepibile l’ipotesi di un discorso teologico che non fosse parodistico o vuoto (ammettendo possibile che un discorso sia vuoto o pieno o che altro). Con la filosofia uguale, lo stesso. A chi mai verrebbe in mente oggi di scrivere un discorso filosofico, delle osservazioni filosofiche di nessun genere che non siano già state dette, contraddette ripensate, ermeneutizzate, decostruite(!) eccetra?Se avvenisse che a qualcuno venisse in mente di farlo, qualcosa di questo genere, lo sarebbe unicamente come stile filosofico maniera filosofica, come uguale se fosse un discorso teologico senza più la teologia dentro, ma soltanto le parole teologiche, le movenze teologiche e basta. Filosofia, allora, come pura esercitazione dialettica, come astuzia filosofica, forse, propedeutica a riunioni condominiali o parlamentari, a compilazioni di leggi e regolamenti concludentesi, poi, magari, con il voto della maggioranza presente, o non present,e o quant’altro. Continuare, continuassino, invece, se lo volessino, il compendio filosofico, anche come possibilità par qualcuno di lavorare, con i tempi che corrono, dentro ai quali la cultura (sic!!!)elemento fondante della ripresa(si sente, gli addetti, ripetono).Come avvenga che continui, egualmente, la storia dell’arte, ad esempio (la quale storia dell’arte nulla pole, ovviamente, come effetto sull’arte medesima, che non fosse la copia delle copie delle opere d’arte, o consimili) modello ispirazione richiamo copiatura esagerazione caricatura… Resta ancora, se resta, la possibilità dello scrivere letterario con contenuti, presunti, cosiddetti, filosofici, retorici, storici, pedagogici umani sociali nihilistici assurdi paradossali spiazzanti, sagaci, come oggi si vede , tentativi ridicoli, o meno.

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A TESTA BASSA

Tutti qualche volta alziamo la testa credendo di dover dire la verita’ o quella che sembra la verita’, e poi di nuovo la incassiamo nelle spalle. E questo e’ tutto.


MALATI/SANI

Il malato, colui che per mesi è stato lontano da ciò che gli è familiare, torna indietro come uno per cui tutto è diventato estraneo, e con una fatica che gli viene dalla sua stessa stanchezza di nuovo deve cercare confidenza con le cose di un tempo, e di nuovo deve farle proprie; a qualsiasi natura le cose appartengano, queste gli sono scivolate dalle mani nel tempo della lontananza, e adesso deve ritrovarle. È appurato che il malato per sua natura è lasciato a se stesso – il resto non è che una bugia che sfiora la perversione – e gli tocca tirare fuori una forza sovrumana se vuole mettersi in condizione di rientrare nel punto in cui mesi, o come nel mio caso con più di un intervallo, addirittura anni prima, è uscito. Il sano questo non riesce a capirlo, perde subito la pazienza e con la sua impazienza riesce puntualmente a rendere più difficile al malato fresco di ritorno, tutto ciò che invece dovrebbe alleviargli. Non si è mai visto che dei sani abbiano pazienza con dei malati e regolarmente neanche che i malati abbiano comprensione per i sani, e su questo non ci piove. In effetti il malato per sua natura accampa pretese esagerate su tutto, come del resto fa anche il sano, che però non ha alcun bisogno di pretendere tali esagerazioni, stando il fatto che è sano. I malati non comprendono i sani, così come i sani non comprendono i malati, e a questo conflitto, che è spessissimo portatore di morte, in definitiva il malato non riesce a far fronte, e come naturale conseguenza neanche il sano, col risultato che – è già capitato – a causa di simili conflitti persone sane sono diventate persone malate. Non è facile andar d’accordo con un malato che improvvisamente ti ritrovi fra i piedi, quando la malattia già mesi o anni prima l’aveva sbattuto fuori, e i sani nella maggior parte dei casi, non hanno neanche la volontà di andare incontro ai malati, in realtà giocano di continuo al buon samaritano, quando non solo non lo sono, ma neanche vogliono esserlo; ne risulta una pura forma di ipocrisia che in quanto tale nuoce al malato e non gli arreca vantaggio alcuno.


ZINGARI


ALTIERO BIAGIOTTI

Uno dei massimi, cosidetti, da tutti considerato, eccetra, dei maggiori pensatori contemporanei, filosofi del nostro tempo, ammettendo esistessero non lo dico filosofi, ma anche solo pensatori e che questi pensatori lo fossero contemporanei, di alto, per dire, livello, il Biagiotti uno di questi, il Biagiotti, ammesso da tutti, riconosciuto da tutti, appartenere a questa categoria di persone, se ci fosse qualcheduno non solo non ammettesse il Biagiotti appartenere a queste categoria di persone suddetta, ma nemmeno conoscesse il Biagiotti, non varrebbe invalidata la effettiva appartenenza del Biagiotti, non solo alla categoria dei pensatori, ma anche filosofi contemporanei, se i pensatori contemporanei si potessero contare sulle dita di una mano, tra queste dita ci sarebbe il Biagiotti, sicuro…


SPAZZATURE

Si sente dei rumori dalla parte della porta ferrata, c’è una porta di ferro nel muro, con uno sportello in basso, si sente sferragliare, lo sportello si apre…
:il Bistondi, parlando a alta voce: ecco, arriva le razioni, è l’ora delle razioni e loro dormono, (beati fossero chi dormono, in pace, ammettendo che lo fossero, si pretende giudicare, ma però non lo sappiamo, se lo fosse o non lo fosse…)
: una voce, da un letto in fondo: che ha finito Bistondi di mugolare!!! se dormono, se non dormono, se lo fossero, se non lo fossero, tutti i giorni lo stesso, li stessi discorsi, le stesse, CONSIDERAZIONI, si pretende di parlare e si fanno solamente CONSIDERAZIONI GRATUITE, invece che stare zitti, se si stesse sempre zitti lo saremmo probabilmente, forse, credo, penso, suppongo, più pensanti dei pensieri, si produce le parole, e i pensieri, vengono, come dire… come dire? vogliamo dire penalizzati? amputati? strozzati?
: il Bistondi, guardando dei sacconi che vengono introdotti dallo sportellone di ferro:
: da una parte, arriva , si vede, sempre (quasi, ride, a quest’ora) i sacconi (ride) delle cibarie, delle bevande, le razioni della merda che ci danno mangiare, dall’altra si riempie i sacconi di rifiuti, da una parte quelli pieni della merda si trangugia da quell’altra quelli voti da riempire di rifiuti, di tanfo, di sudicio, eccetra, l’è più quello si produce (ride) di sudicio, che di quello si riceve, si riceve della merda e raddoppia di volume, l’è comunque dimostrato si produca più fetore nei reparti segregati che se fossimo di fori, alla luce, ammettendo esistesse la luce…
Si vede, passare qualcheduno strascinare enormi sacconi arancioni, scritto sopra reparto 6 come anche sulle loro giacche lunghe, a righe, come da carcerato, tutte sudice, reparto 6, c’è scritto…
(si sente sferragliare, i saconi trascinati al portellone spazzature che si sta aprendo, li mettono dentro, rischiude,piano, da sé, un tonfo sordo, poi silenzio…
:il Bistondi: ecco, tutte le volte, dopo, silenzio, il portello che si chiude e poi arriva questo tempo di silenzio TERRIBILE; ATROCE!!!
(tutti gli altri ora tornati nei letti, si sono coperti anche la testa, si rigirano, si rivoltano)
:Che dormite? Che vi siete rimessi a dormire ancora? Che dormite sempre diodiavolo?
: Marassini, Falugi, Nesi, Trapassi, Buzzati, Cigoli: spazzature consegnate ? Ci siete? Mi sentite? Ci siete??
.Ci siamo, ci siamo e dove si dovrebbe essere secondo lei…?
:il Falugi: spazzatura sempre noi, i sacconi sempre noi, trascinare i sacconi, arrivare al portellone, infilare i sacconi…


NIHILISMO (COSIDDETTO)

Il “nihilismo”, cosiddetto”, non è una cosa, è un nostro modo di vedere (e sentire) il mondo e di starci dentro, con le più svariate conseguenze, dall’ascetismo alla distruzione totale.
Non ha nulla a che vedere con l’essere, e con il non-essere ancora meno, se non vogliamo chiamare non-essere l’azione (concreta) della distruzione totale in atto.
Ma allora, in ogni caso, quando fosse compita, non ci sarà più nessuno a chiamare nulla in nessun modo.
Pe quanto riguarda il passato e le scelte che l’uomo avrebbe potuto (o non potuto) fare, è un discorso che non ha nessun senso. Quel che è stato, è stato, quel che è, è. Resta solo di cercare di fare meglio in futuro (se ci riuscissimo).