Archivi del mese: agosto 2016

INCULABIMUR

Nel ritiro a Panzanatico, dove lui, dice, diceva, ci avrebbe finito di vivere, nelle terre di nessuno, la collina abbandonata, eccetra, dove lui dice, rideva, alla fine completato il suo tempo su questa terra, questa frase medesima, isolato dai rumori del mondo, dai discorsi degli omini, persone, eccetra, parole varie, nella casa a Panzanatico, nella terra abbandonata, dove invece praticarci la negazione assoluta, la disamina totale, del bailamme del mondo, come lui ci aveva avuto, sempre, diceva, questa inutile idea fissa contraria a ogni logica, nella sua mente, di natura filosofica, o meno, non avendolo in pratica mai attuato nessun progetto, di nulla (se lo fosse attuabile) neanche fosse, eventualmente, il progetto della sua casa, l’affidasse, gli dicevano, magari a un bravo (per dire) architetto l’attuazione perlomeno questo progetto di questa casa di Panzanatico, da lui sempre fallito, dove avesse a praticarci queste sue speculazioni, come dopo rivelatosi, non solo al di sopra del suo, pensava, esistesse, potere(mentale) quale fosse intendibile in senso umano, il potere, o mancanza intellettuale di questo potere(mentale) in maniera assoluta, per tutti gli omini, se lo fosse, una cosa pensabile, il progetto in apparenza il più facile rivelatosi il più difficile, in teoria e in pratica, (distruzione totale dell’insieme del mondo, cancellazione definitiva delle parti concettuali, e di seguito, categorie eccetra) risultando tutto in definitiva non praticabile, senza invece contentarsi di abitare la sua casa e basta, come fatto da tutti, chi lo potevano, più, il suo caso, la fortuna, che lui, dice, dicevano, ci aveva non solo una casa, alla fine, Panzanatico o altro, qualsiasi, pur essendo, dice, vissuto in maniera stentata, guadagnato sempre in maniera stentata, non bastante per vivere, non essendo, lui, dice, mai riuscito a guadagnarsi altro che uno stipendio da miserabile, una vita da miserabile, e basta, stanzucce in affitto, sgabuzzini a pigione, nelle case degli altri, sulle spalle degli altri, le parole degli altri, sempre stato dipendente dai discorsi che facevano, frasi, dice, prese in affitto, ideazioni in affitto, eccetra, parole, e di seguito, non essendolo, i pensieri, in definitiva, comunque, che un inganno in-se-stante, mentale, di sé medesimi, in rapporto assoluto, reciproco, uniquoque, come inoltre qualsiasi cose, ivi incluso l’auto-ipotesi dell’inganno presupposto, totale, congenito, relativo in toto agli umani, tutto in quanto introflessioni ulteriori, imposture arbitarie, eccetra, quando invece, gli dicevano, che pensasse alla sua casa, sistemarsela la sua casa, se lo potesse, cosiddetta di Panzanatico, o dove, di cercare, si cercasse, un bravo architetto, se non era un non senso, ma comunque diplomato, statale, eccetra, che ce n’era, si sentiva, milioni, la città, dice, la loro, con la più alta concentrazione di architetti esistente ( le parole di suo fratello) la nazione, la loro, con il numero più grosso di avvocati in sopruso, la più alta concentrazione di ingegneri, dottori, laureati in genere sulla faccia di questa terra, (suo fratello)confrontando alla media degli altri, cosiddetti, paesi civili, tutta gente, si sentiva, che non erano boni a nulla, capaci a un cazzo, persone, si sentiva, dicevano, che non solo ci avevano intelletto limitato, capacità limitate, non solo non capivano un cazzo nulla, di nessuna faccenda, ma volevano inculare quegl’altri, metterlo in culo a quegl’altri, con la scusa, pretendevano(suo fratello) dei mezzi legali, procedure giuridiche, eccetra, stabilite per legge, si vedeva che inculavano la folla del popolo, la marmaglia del popolo, solo in cambio di chiacchiere, il ritiro a Panzanatico, con tutto quello che Panzanatico potesse dire, come forza (sic)mentale, tensione(sic) intellettuale, attinente a Panzanatico, eccetra, non soltanto tutto questo non-concludente-non-concludentesi in nulla, (suo fratello), ma anche in pratica di cui n’era impossibile l’ideazione visibile, o simili, come era diventato ormai chiaro, dopo anni e poi anni di quest’autofissazione, nel suo cervello, senza nulla tangibile, non soltanto esteriormente, mettiamo, un abbozzo, cosiddetto, intuibile, anche solo nella mente, allo stato di ipotesi, puramente ideale, in pratica, cosa questa certamente non dimostrabile, non essendo mai esistito qualche cosa esaminabile da lui prodotto, visibile, come termine di confronto, mai prodotto un cazzo nulla nella sua vita (suo fratello) da sempre, né visibile né invisibile, solo frasi ipotetiche, pensieri ipotetici, e basta, certamente tutto questo dovuto in gran parte ala sua limintatezza mentale( le parole di suo fratello), come sempre lo era stato alla base del suo cervello, di tutto il procedere della sua vita, di tutto il modo di essere della sua vita, se la vita sua era stata, (le parole del fratello), una vita da nulla, queste parole stesse, era stato specialmente per la causa la sua nullezza mentale combinata a superbia, di non stare limitato alla sua nullezza, che stesse, e chiuso, allo stesso di tutti, o quasi, cosa questa al suo fratello del tutto evidente, come esempio il suo ripetere, fosse tutto autoemanato autoimmaginato, eccetra, in definitiva, e altri simili spropositi, della sua supposizione, e egualmente intraprendevano solo strade già intraprese, fino alla fine, non potendolo nessuno fare altro possibile, e basta, definitolo, volendo, come scelte personali, dal popolo, che la sua presupponenza, basale, quando invece bisognava che lui stesso avesse agito come avevano in pratica agito tutti (per dire) i suoi simili, che si erano, dice, dicevano, semplicemente rimboccati le maniche, quando venne il momento di rimboccarsele, senza tanto discutere, come invece lui, dice, si era messo a reiterare questo discorso fosse tutto in definitiva guidato dal caso, se le cose procedevano-non-procedevano, dovuto alla sorte, come sorte naturalmente solo contraria, non poteva che lo fosse, una sorte positiva, nell’idea stessa di sorte, il concetto negativo, ripetuto, da suo fratello, sorte uguale in mano alla sorte dalla sua nascita(suo fratello) nella trappola della sorte, come sorte negativa assoluta per se stessa medesima(suo fratello)eccetra, essendo, dice, si sentiva, dicevano, tutto solo un brancolare nel buio, e basta, queste stesse parole tragiche, adoprate da da loro, senza alcuna salvazione, ma comunque, il suo caso particolare, dovuto a insipienza mentale, a presupponenza mentale, senza altra prospettiva che nulla, a imbecillità, due ce n’era delle specie degli imbecilli (suo fratello) l’imbecille normale, che era quello che pretendeva di capire ogni cosa lui, sapere ogni cosa lui, eccetra, come infatti si vedeva era pieno di questa categoria di idioti, come stato naturale di questo mondo, senza cui, questi imbecilli, le cose anderebbero tanto meglio, si sentivano, queste frasi, generiche, altri invece che credevano come tutto sempre uguale, come stesse eterno immobile, dall’inizio che non c’era, non venedo mai la fine, eccetra, imbecilli compresi, ma solo questa immane sfera dell’essere, uguale, infinita, e visioni consimili, che era meglio(suo fratello) si stesse, diocane, zitti, teste di cazzo tutti quanti che s’era, e basta, al contrario che non fare che parlare aberrazioni, era solo aberrazioni tutte quelle si sentivano, in quanto aberrazioni di questo mondo, in quanto parole, in quanto parole parlate, aberrazioni in quanto parole, parole in quanto aberrazioni, mentali, in se stesse (suo fratello), eccetra, e null’altro possibile, zero.

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