Archivi del mese: marzo 2017

DARE FIATO ALLE TROMBE (SEVERINO)

Può spiegarci perché sostiene che nessuno muore realmente e che morire è solo lo scomparire di ciò che prima appariva? Che il divenire è illusorio e che ogni cosa, ogni accadimento, ogni individuo è eterno e in eterno ritorna?
«In qualche modo, la risposta è nella sua domanda. Per la prima volta nella storia la filosofia pensa il significato radicale del niente. Incomincia quindi a pensare la morte come l’andare nel niente, per lo meno da parte del corpo; ma ormai la morte dell’uomo è intesa come l’annientamento dell’intero essere umano. Ma ciò che si annienta è ciò di cui non c’è più esperienza, è ciò che non appare più. L’esperienza non può mostrare l’annientamento di chi è morto. Se e poiché ogni cosa è eterna, la morte, nella sua verità, non può essere l’annientamento di chi muore. Ciò che vien chiamato annientamento è quindi l’uscire degli eterni dall’esperienza, il loro scomparire. Scompaiono gli ultimi istanti di vita così come, prima della morte, sono scomparse tutte le fasi della vita di chi muore. Ma, eterni, sia quelli sia queste. Illusorio è il senso che la fede cioè il pensiero che si isola dal destino attribuisce al divenire. Nel destino della verità, quel che in tale isolamento è inteso come diventar altro e annientamento o uscire dal niente, è il comparire e lo scomparire degli eterni. Il cerchio dell’apparire, in ogni uomo, è l’apparire del destino. Lei accenna anche al ritorno degli eterni che sono scomparsi. Il loro ritorno è l’inizio del percorso infinito in cui i cerchi del destino si aprono al sopraggiungere della ricchezza inesauribile degli eterni».

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CONDOMINIUM

Proprietari: Pecci, Raddi, Francesconi, Zambarbieri, e altri ancora, più feroci, strozzatori d’inquilini, tutti quelli che ci avevano, e parenti relativi, c’era scritto nei contratti, non ammesso cucinare, però tutti lo facevano, per lo scopo alimentare, i servizi sul balcone, cazzi duri da cacare, e egualmente pretendevano, rifondessero le spese, le fatture fatturavano, di lavori mai eseguiti, avvocati sempre pronti, Picciafuoco e Paterniti, conto a parte da pagare, di rimborsi mai esistiti, tutto avvolto in mezzo al buio, mano mano si scendeva, strane voci riecheggiavano, dalla tromba delle scale, masserizie accumulavamo, fino in fondo alle cantine, tonfi sordi riecheggiavano, nella notte senza fine.


TRASFERIZIONE TOTALE (AMMETTENDO POSSIBILE)

Primo, dice, intanto, diceva, o non diceva, fosse, prima cosa, in ipotesi, permanesse, tutto, egualmente, specifico, nell’insieme totale, solo in quanto esistesse le parole dicevano, adopravano, eccetra, e di seguito, ivi incluso il pensiero (i pensieri) (se lo fosse eseguibili) consistesse ognuna cosa, cosiddetta, dice, inerente, mentale, solo in tanto che lo fosse ideata, pensata, o anche meno, ivi incluso se stesso, medesimo, tutto questo lui da sempre saputo, creduto, eccetra, ma poi fattosi, dice, ancora, la sostanza del suo essere stesso, specifico (ride) ammettendo esistibile, o egualmente illusione mentale, vaniloquio verbale, eccetra, ma comunque, lo ripete, provenuta, l’origine, se lo fosse, finale, del principio del suo ritiro, del ritiro assoluto, da lui stesso definito, totale, nella casa in mezzo ai boschi, i corvi, le rane, eccetra, solo, dice, in effetti, in pratica, per ragioni, ripete (ride) teoretiche, risalibile, cotesto (presunto) inizio, dei pensieri sui suoi pensieri, in istato ossessivo, al momento del suo ritiro, da lui stesso concepito, nella casa del ritiro assoluto, dice, totale, dall’insieme delle altre case, delle altre genti, degli altri pensieri, eccetra, se lo fosse realizzabile una cosa di questo genere.